Negli ultimi anni la tossina botulinica, meglio conosciuta come Botox, è diventata sempre più popolare come trattamento per diversi disturbi, dai problemi estetici alle patologie neurologiche.
Ma funziona davvero anche per chi soffre di dolore mandibolare, bruxismo o disordini dell’articolazione temporomandibolare?
Una nuova revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata nel 2024 sulla rivista PLOS ONE, ha cercato di rispondere a questa domanda, analizzando tutti gli studi clinici disponibili sull’argomento.
E i risultati sono sorprendenti.
Il botox non è più efficace del placebo nel trattamento dei disordini temporomandibolari
Lo studio ha analizzato i dati di 14 studi clinici randomizzati su un totale di 395 pazienti adulti con disordini temporomandibolari.
Il confronto tra pazienti trattati con tossina botulinica e quelli trattati con placebo (iniezioni saline) ha mostrato che:
- A 1, 3 e 6 mesi dal trattamento, non c’erano differenze significative nel livello di dolore tra i due gruppi
- In alcuni studi, il dolore sembrava migliorare dopo l’iniezione ma i dati aggregati dimostrano che l’effetto non era superiore al placebo.
In termini statistici significa che il beneficio medio sul dolore era minimo o nullo, con una media di miglioramento pari a circa -1,3 su una scala da 0 a 10.
Possibili effetti collaterali e riduzione della forza masticatoria
Oltre alla scarsa efficacia, la tossina botulinica può comportare alcuni effetti collaterali indesiderati, come ad esempio:
- Alterazioni del sorriso (asimmetria facciale)
- Indebolimento muscolare
- Secchezza orale
- Calo della forza occlusale (capacità di mordere e masticare).
Nessun miglioramento su bruxismo e apertura della bocca
L’analisi ha inoltre evidenziato che la tossina botulinica non migliora in modo significativo nemmeno altri aspetti dei disordini temporomandibolai:
- Non aumenta l’apertura della bocca rispetto ad altre terapie
- Non riduce in modo stabile gli episodi di bruxismo
- Non migliora la funzionalità masticatoria a lungo termine.
Ci sono alternative più efficaci e sicure
Secondo gli autori dello studio e altri esperti del settore, oggi le terapie più efficaci per i disordini temporomandibolari sono:
- Terapia manuale fisioterapica
- Esercizi terapeutici personalizzati
- Bite neuromuscolari su misura
- Trattamenti combinati con approccio multidisciplinare (gnatologia, fisioterapista, neurologo, psicologo)
In alcuni casi specifici, il Botox può ancora essere preso in considerazione ma non dovrebbe mai essere il primo trattamento da proporre a un paziente con dolore mandibolare.
Il nostro approccio
Nel nostro studio utilizziamo protocolli clinici basati sulle linee guida internazionali DC/TMD, affiancati da valutazioni strumentali (come EMG, termografia, test occlusali) per personalizzare ogni trattamento.
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Fonti
Saini R.S., Almoyad M.A.A., Binduhayyim R.I.H. et al. (2024).
The effectiveness of botulinum toxin for temporomandibular disorders: A systematic review and meta-analysis.
PLOS ONE. PMCID: PMC10939295
DOI: https://doi.org/10.1371/journal.pone.0300157


