L’importanza della vitamina D nei disordini temporomandibolari

vitamina D

La vitamina D, la “vitamina del sole”, è assolutamente fondamentale per la salute delle nostre ossa.

Ma sapevi che negli ultimi anni la ricerca ha messo in luce un altro aspetto interessante? Potrebbe infatti avere un ruolo importante anche nei disordini dell’articolazione temporomandibolare, quella zona delicata tra la mandibola e l’orecchio che usiamo ogni volta che mastichiamo, parliamo o sbadigliamo.

Molti pazienti che soffrono di dolore alla mandibola, click articolari o tensione ai muscoli del viso si chiedono da dove derivino questi sintomi. E tra i tanti fattori in gioco, uno potrebbe sorprenderti: la carenza di vitamina D.

In questo articolo ti spiegherò in modo semplice ma accurato cos’è la vitamina D, perché è così importante per muscoli e articolazioni e cosa ci dicono gli studi scientifici sulla sua possibile connessione con i disordini temporomandibolari.

Cos’è la vitamina D e quali sono le sue funzioni

La vitamina D è una sostanza molto particolare perché si comporta sia come una vitamina sia come un ormone ed è fondamentale per il corretto funzionamento di tanti processi del nostro corpo.

Viene prodotta principalmente dalla pelle quando ci esponiamo al sole, in particolare ai raggi ultravioletti di tipo B (UVB), ma può essere assunta anche attraverso alcuni alimenti come ad esempio il pesce grasso, le uova, i latticini fortificati o attraverso degli integratori.

La sua funzione più conosciuta è quella di aiutare il nostro organismo ad assorbire calcio e fosforo, due minerali essenziali per la salute delle ossa e dei denti, ma non si limita certo a questo. La vitamina D è infatti coinvolta anche nel funzionamento del nostro sistema immunitario, nella funzione muscolare, nella regolazione dell’infiammazione e addirittura nel controllo del dolore cronico.

Non si tratta quindi semplicemente di una vitamina qualsiasi ma si tratta piuttosto di una sorta di regista silenziosa che lavora in molti equilibri del nostro corpo, spesso senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Il ruolo della vitamina D nelle articolazioni e nei muscoli

Oltre a rafforzare le ossa, la vitamina D ha un effetto diretto anche sui nostri muscoli e sulle nostre articolazioni.

Aiuta infatti i muscoli a funzionare correttamente, favorisce il ricambio dei tessuti articolari e contribuisce al benessere delle cartilagini che rivestono le articolazioni, proprio come quelle dell’articolazione temporomandibolare. Numerose cellule muscolari e articolari possiedono infatti dei recettori specifici per la vitamina D, i cosiddetti recettori VDR, e questo significa che questa vitamina viene riconosciuta e utilizzata attivamente in quelle zone del corpo.

Quando invece i livelli di vitamina D sono bassi, ecco allora che possono verificarsi debolezza muscolare, infiammazioni articolari e una minore capacità di rigenerazione dei tessuti.

Secondo la revisione pubblicata su Nutrients da Kui et al. nel 2021, sembra che la vitamina D giochi un ruolo anche nella regolazione dei meccanismi infiammatori e nella modulazione del dolore nelle articolazioni e questo ha portato i ricercatori a ipotizzare un possibile collegamento tra livelli insufficienti di questa vitamina e i disturbi dell’articolazione temporomandibolare.

Scendiamo nei dettagli.

La connessione tra carenza di vitamina D e i disordini temporomandibolari

Negli ultimi anni, diversi studi hanno cercato di capire se esiste un collegamento tra la carenza della vitamina D e i disordini temporomandibolari, cioè quelle condizioni che causano dolore, rumori articolari, blocchi o tensione muscolare a livello della mandibola.

Alcuni ricercatori hanno infatti notato che i pazienti con disordini temporomandibolari avevano livelli di vitamina D significativamente più bassi rispetto ai soggetti sani.

Secondo la revisione di Kui e colleghi (Nutrients, 2021), più della metà degli studi analizzati ha evidenziato una relazione tra bassi livelli di vitamina D e una maggiore probabilità di soffrire di disordini temporomandibolari, soprattutto nelle forme che coinvolgono direttamente l’articolazione, come ad esempio le dislocazioni del disco o l’artrosi temporomandibolare.

Inoltre, in chi ha una predisposizione genetica legata a specifiche varianti del recettore della vitamina D (VDR), la probabilità di sviluppare problemi articolari potrebbe essere più alta. Questo non significa certo che la vitamina D sia l’unica causa ma potrebbe rappresentare un fattore di rischio importante da non sottovalutare.

I principali segnali della carenza di vitamina D

La carenza di vitamina D può passare inosservata per molto tempo perché i sintomi non sono sempre specifici ma ci sono comunque alcuni campanelli d’allarme a cui è bene prestare particolare attenzione, soprattutto se hai anche problemi a livello dell’articolazione temporomandibolare.

I segnali più comuni da non sottovalutare sono:

  • Stanchezza persistente e sensazione di spossatezza anche dopo il riposo
  • Dolori muscolari diffusi o localizzati, come nei muscoli del viso e del collo
  • Dolori articolari e maggiore rigidità, soprattutto al mattino o dopo periodi di inattività
  • Mal di testa frequente o tensione nella zona delle tempie e della mandibola
  • Crampi muscolari o formicolii
  • Umore basso, irritabilità o lieve depressione.

La revisione di Kui e colleghi (Nutrients, 2021) ha osservato infatti che nei pazienti con disordini temporomandibolari, la carenza di vitamina D è legata anche a una maggiore sensibilità al dolore e a una più alta presenza di infiammazione articolare.

Se riconosci uno o più di questi sintomi, è quindi utile parlarne con il tuo medico e valutare un semplice esame del sangue per verificare i tuoi livelli di vitamina D.

Come aumentare la vitamina D nell’organismo

La buona notizia è che aumentare i livelli di vitamina D è spesso piuttosto semplice e alla portata di tutti.

Ci sono tre strade principali che puoi seguire: una maggiore esposizione al sole, aggiungere alla tua dieta alimenti ricchi di vitamina D e, se necessario, considerare anche l’utilizzo di integratori specifici.

Vediamo queste soluzioni più nel dettaglio.

  • Esponiti al sole in modo intelligente. Sai che bastano appena 15-30 minuti al giorno di esposizione del viso, delle braccia o delle gambe scoperte (senza protezione solare) al sole per stimolare la produzione naturale di vitamina D? Ti consiglio di farlo soprattutto nei mesi primaverili ed estivi ma attenzione però a non esagerare e a evitare le ore più calde!
  • Inserisci nella tua dieta alimenti ricchi di vitamina D, come ad esempio:
    • Pesci grassi (salmone, sgombro, aringa)
    • Olio di fegato di merluzzo
    • Tuorlo d’uovo
    • Latte e yogurt fortificati
    • Funghi esposti alla luce solare
  • Se necessario, considera anche di utilizzare integratori. Se un esame del sangue rivela una carenza, il tuo medico potrebbe prescriverti degli integratori di colecalciferolo (vitamina D3) con dosaggi personalizzati in base ai livelli rilevati.

Secondo la revisione di Kui et al., dosaggi tra 2000 e 8000 UI al giorno, gli integratoti possono essere indicati nei casi più gravi, almeno nelle fasi iniziali. Non assumerla invece mai in modo autonomo o ad alte dosi perché un eccesso potrebbe causarti problemi di salute.

Conclusioni

La vitamina D è un elemento davvero fondamentale per il benessere di tutto il nostro organismo, incluse le nostre articolazioni temporomandibolari.

Anche se non è ancora stato dimostrato con certezza che una sua carenza sia causa diretta dei disordini temporomandibolari, diversi studi – tra cui la revisione di Kui et al., pubblicata su Nutrients nel 2021 – suggeriscono che una carenza potrebbe peggiorare il dolore e l’infiammazione, specialmente nelle forme articolari.

Se soffri di fastidi alla mandibola, tensioni muscolari o dolori persistenti nella zona del viso, non trascurare i segnali del tuo corpo: prenota subito una visita e chiedi una valutazione completa per capire la causa dei tuoi disturbi e iniziare il percorso più adatto a te.


Fonti

Kui A. et al., Vitamin D and Temporomandibular Disorders: What Do We Know So Far?, Nutrients 2021, 13(4):1286. DOI: 10.3390/nu13041286

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Immagine di Andrea Capocchi

Andrea Capocchi

Odontoiatra esperto in gnatologia e dolore orofacciale. Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università di Perugia, ho proseguito la mia formazione con due Master di secondo livello in Odontoiatria in Età Evolutiva e in Gnatologia e Dolore Orofacciale presso "La Sapienza" di Roma. Il mio obiettivo è quello di offrire ai miei pazienti soluzioni efficaci e personalizzate per migliorare significativamente la loro qualità di vita, restituendo benessere, funzionalità e un sorriso sereno.
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Andrea Capocchi

Odontoiatra esperto in gnatologia e dolore orofacciale. Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università di Perugia, ho proseguito la mia formazione con due Master di secondo livello in Odontoiatria in Età Evolutiva e in Gnatologia e Dolore Orofacciale presso "La Sapienza" di Roma. Il mio obiettivo è quello di offrire ai miei pazienti soluzioni efficaci e personalizzate per migliorare significativamente la loro qualità di vita, restituendo benessere, funzionalità e un sorriso sereno.

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