Ti è mai capitato di aprire la bocca e sentire un click alla mandibola, come uno scatto vicino all’orecchio?
Molte persone lo avvertono solo quando masticano o sbadigliano ma a volte quel piccolo rumore può nascondere un problema molto più complesso, ossia un disordine temporomandibolare (DTM), un’alterazione dell’articolazione che collega la mandibola al cranio.
L’articolazione temporomandibolare (ATM) è infatti una delle più delicate e complesse del corpo umano e ci permette ad esempio di parlare, di masticare, di sorridere e anche di sbadigliare.
È formata da un piccolo disco articolare che funziona come un cuscinetto tra mandibola e cranio e quando questo disco non si muove correttamente, può comparire il caratteristico click mandibolare.
Scendiamo nei dettagli
Perché senti un click alla mandibola
Secondo lo studio di Robert L. Gauer e Michael J. Semidey, pubblicato su American Family Physician (2015), il click mandibolare si verifica spesso per uno spostamento del disco articolare.
Durante l’apertura della bocca, il disco può infatti slittare in avanti e poi tornare in posizione, producendo quel click o quello scatto che senti.
Se invece rimane fuori sede, la mandibola può addirittura bloccarsi o muoversi in modo irregolare.
Ma quando è il caso di preoccuparsi?
Quando preoccuparsi (e quando no)
Non tutti i rumori mandibolari sono un segnale di allarme.
Se il click alla mandibola è occasionale e non provoca dolore, può trattarsi di una variazione fisiologica.
Diventa però importante indagare se noti:
- Dolore alla mandibola o vicino all’orecchio
- Difficoltà ad aprire o chiudere completamente la bocca
- Mal di testa o tensione ai muscoli del viso
- Rumori bilaterali o blocchi improvvisi
- Dolore durante la masticazione o al risveglio
In questi casi è consigliabile una valutazione gnatologica per comprendere la causa e prevenire peggioramenti.
Le cause più comuni del click mandibolare
Ma quali sono le cause più comuni del click alla mandibola? Come spiegano Gauer e Semidey (2015), l’origine del click alla mandibola è multifattoriale.
Può dipendere da:
- Tensioni muscolari o bruxismo notturno
- Malocclusione dentale o squilibrio posturale
- Stress e serramento dei denti
- Traumi o movimenti forzati della mandibola
- Infiammazione articolare o degenerazione del disco
Ogni paziente ha una combinazione unica di fattori, per questo è sempre fondamentale una diagnosi personalizzata.
Come si effettua la diagnosi
La diagnosi del click mandibolare parte da una valutazione clinica accurata:
il professionista osserva i movimenti della mandibola, palpa i muscoli masticatori e ascolta i rumori articolari.
Quando necessario, possono essere utili esami strumentali come:
- Risonanza magnetica (RMN ATM) per studiare il disco articolare
- Elettromiografia di superficie (EMG) per valutare l’attività dei muscoli mandibolari.
Terapie conservative: il primo passo per migliorare
La buona notizia è che la maggior parte dei pazienti migliora con approcci non invasivi. Come suggeriscono Gauer e colleghi, le terapie più efficaci sono:
- Educazione e auto-cura: evitare di serrare i denti, ridurre cibi duri, gestire lo stress
- Fisioterapia e riabilitazione mandibolare: esercizi per rilassare e coordinare la muscolatura
- Bite personalizzato: stabilizza l’articolazione e riduce la tensione muscolare
- Farmaci antinfiammatori o miorilassanti nei casi più acuti.
Solo in pochi casi resistenti si considera il trattamento chirurgico.
Domande frequenti sul click alla mandibola
Perché sento un click alla mandibola quando apro la bocca?
Perché il disco articolare si muove in modo anomalo all’interno dell’articolazione temporomandibolare.
Il click mandibolare è pericoloso?
Nella maggior parte dei casi no ma se è associato a dolore o limitazione dei movimenti, è importante che venga valutato da uno dontoiatra che ha conseguito un master post-universitario sulla gnatologia e il dolore orofacciale.
Come si cura il click mandibolare?
Con terapie conservative come il bite su misura, la fisioterapia mandibolare e le tecniche di rilassamento.
Conclusioni
Il click alla mandibola non va ignorato ma nemmeno temuto. Spesso è il primo segnale di un’alterazione articolare che, se trattata in tempo, si risolve con terapie semplici e mirate.
Capire da dove nasce il problema è il primo passo per ritrovare equilibrio e prevenire il dolore cronico.
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