Molte persone, dopo un intervento in anestesia generale o una sedazione profonda, notano qualcosa di strano alla mandibola, come un click che prima non c’era, difficoltà ad aprire bene la bocca, una sensazione di mandibola fuori posto oppure dolore davanti all’orecchio.
È normale chiedersi se tutto questo possa dipendere dall’intervento.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi si tratta di problemi lievi e temporanei. Ma sì: anestesia e sedazione possono influenzare l’articolazione temporomandibolare.
E la scienza lo conferma.
Cosa dice la ricerca scientifica
Una revisione dei principali studi internazionali (Talaván-Serna et al., 2017) ha analizzato quasi 400 articoli e ha trovato che durante anestesia o sedazione i muscoli della mandibola si rilassano completamente e che le manovre per aprire la bocca o gestire le vie aeree (come l’intubazione o l’inserimento della maschera laringea) possono stressare l’articolazione temporomandibolare.
Questo può provocare nuovi click alla mandibola, dolore articolare, fatica a masticare, riduzione dell’apertura e in casi più rari una vera sublussazione della mandibola.
I sintomi sono più frequenti in:
- donne
- persone che avevano già piccoli problemi alla mandibola, anche se non diagnosticati
- pazienti con iperlassità o che serrano i denti durante il sonno.
Perché dopo l’anestesia possono comparire problemi alla mandibola?
Durante l’anestesia i muscoli si rilassano completamente e questo spegne il controllo naturale della mandibola, il condilo (ossia la parte mobile dell’articolazione) può muoversi più del normale e le manovre sulle vie aeree richiedono spesso un’apertura più ampia.
Ma anche l’inserimento del tubo per l’intubazione, della maschera laringea o le manovre “tiramandibola” per ventilare il paziente possono mettere in tensione la capsula articolare.
Se poi c’è anche una predisposizione… la mandibola “cede”.
Una mandibola già un po’ instabile, con disco che si muove male o muscoli molto tesi, può infatti reagire con un click o una disfunzione dopo lo stress della procedura.
Quali segnali non ignorare dopo un’anestesia
Se dopo un intervento noti:
- click o rumori nuovi
- dolore davanti all’orecchio
- difficoltà ad aprire o chiudere la bocca
- blocco temporaneo della mandibola
- deviazione della mandibola all’apertura
non è solo un fastidio ma potrebbe essere un disordine temporomandibolare (DTM) scatenato proprio dalla procedura.
Cosa fare (e cosa NON fare) in questi casi
Cosa fare
- Riposa l’articolazione 24–48 ore
- Usa impacchi caldi se i muscoli sono tesi o freddi se c’è infiammazione
- Evita cibi duri, gomme e panini grossi
- Prenota una valutazione specialistica se i sintomi durano più di 3–5 giorni.
Cosa NON fare
- Non forzare l’apertura per sbloccarla
- Non continuare a masticare da un solo lato
- Non aspettare settimane se il dolore o il click peggiorano.
Come avviene la diagnosi
Nel mio studio utilizzo lo Screening Capocchi®, un protocollo dedicato ai pazienti con:
- click o rumori articolari di nuova insorgenza
- difficoltà ad aprire o chiudere la bocca
- dolore mandibolare dopo interventi chirurgici.
Attraverso un esame clinico mirato e test specifici è possibile capire:
- se il disco articolare si è spostato
- se c’è un’infiammazione
- se i muscoli sono entrati in difesa
- e soprattutto come intervenire nel modo corretto.
Si può guarire? Assolutamente sì
La maggior parte delle disfunzioni mandibolari post-anestesia:
- risponde molto bene a terapie conservative
- non richiede interventi invasivi
- può essere risolta in poche settimane.
Il punto chiave è non ignorare i sintomi e valutare tempestivamente la funzione dell’articolazione temporomandibolare.
Hai fatto un intervento e ora senti click o dolore alla mandibola?
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Fonti
Talaván-Serna J., Sánchez-Sánchez M., Martínez-Gimeno C., Talaván-Serna L. “Implication of general anaesthetic and sedation techniques in temporomandibular joint disorders: a systematic review.” Journal of Stomatology, Oral and Maxillofacial Surgery. 2017 Feb;118(1):3–9


