Molti pazienti che soffrono di apnea ostruttiva del sonno (OSAS) ricevono l’indicazione di utilizzare un apparecchio notturno chiamato MAD (Mandibular Advancement Device), cioè un dispositivo che mantiene la mandibola leggermente in avanti durante il sonno.
Questa terapia può essere molto utile per ridurre russamento, episodi di apnea, sonnolenza diurna e conseguenze cardiovascolari legate all’OSAS.
Tuttavia, una domanda molto comune è: “Se ho dolore alla mandibola o un disturbo temporo-mandibolare, posso usare un MAD? Peggiorerà la mia articolazione temporomandibolare?”
Vediamo cosa dice la scienza.
Cos’è un MAD e perché funziona nell’OSAS
L’OSAS è una condizione in cui, durante la notte, le vie aeree si chiudono ripetutamente causando pause respiratorie.
Il MAD agisce in modo meccanico, spostando la mandibola leggermente in avanti, aumentando lo spazio dietro la lingua e riducendo il collasso delle vie aeree.
Per molti pazienti che non tollerano la CPAP, o nei casi di OSAS lieve-moderata, il MAD rappresenta quindi una valida alternativa.
Perché si teme un peggioramento dei disturbi mandibolari?
Poiché il dispositivo mantiene la mandibola protrusa, alcuni professionisti hanno ipotizzato che potesse aumentare il carico sull’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli masticatori e le strutture cervicali correlate.
Per questo motivo, in passato, i MAD sono stati considerati controindicati nei pazienti con:
- click mandibolare
- dolore muscolare
- dolore articolare
- diagnosi di disordine temporomandibolare.
Ma questa idea è davvero supportata da prove scientifiche solide?
Cosa dice la letteratura più recente
Nel 2019 è stata pubblicata una revisione sistematica con meta-analisi su una delle riviste più autorevoli nel campo della medicina del sonno (Sleep Medicine Reviews). Gli autori hanno analizzato tutti gli studi disponibili sugli effetti dei MAD sui disordini temporomandibolari.
Sono stati identificati oltre 2400 articoli, ma solo 12 studi hanno soddisfatto i criteri per essere inclusi nell’analisi finale, con follow-up fino a 24 mesi.
Il dato più importante che è emerso è questo: i pazienti con segni o sintomi temporomandibolari pre-esistenti non mostrano un aggravamento significativo durante l’uso del MAD.
In altre parole, la presenza di un disordine temporomandibolare non è una controindicazione automatica al dispositivo per l’apnea notturna.
Gli autori concludono infatti che il disordine temporomandibolare non dovrebbe essere considerato una controindicazione di routine nella gestione dell’OSAS.
Quando è necessaria una valutazione?
Questo non significa che il dispositivo sia sempre completamente privo di effetti. In alcuni pazienti, infatti, possono comparire sintomi come
- tensione muscolare iniziale
- indolenzimento mandibolare
- fastidio articolare temporaneo.
Nella maggior parte dei casi si tratta di sintomi transitori, gestibili e migliorabili con regolazioni progressive
Per questo motivo, è fondamentale che il MAD sia personalizzato, titolato gradualmente e monitorato nel tempo.
Conclusioni
La migliore evidenza scientifica attuale indica che il dispositivo di avanzamento mandibolare per OSAS non peggiora significativamente i disordini temporomandibolari nella maggior parte dei pazienti.
Quindi l’apnea notturna va trattata, il disordine temporomandibolare non è una controindicazione automatica e serve solo un approccio clinico esperto e personalizzato.
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Fonti
Alessandri-Bonetti A. et al. Effects of mandibular advancement device for obstructive sleep apnea on temporomandibular disorders: A systematic review and meta-analysis. Sleep Medicine Reviews, 2019. DOI: 10.1016/j.smrv.2019.101211. PMID: 31605905


