Hai mai pensato che un problema alla mandibola possa influire anche sui tuoi occhi? Può sembrare strano, eppure diversi studi scientifici dimostrano che esiste una stretta relazione tra i disturbi della mandibola e alcune alterazioni della vista.
Secondo una recente ricerca condotta da Vompi e colleghi (2020), chi soffre di problemi mandibolari presenta spesso infatti anche problemi alla vista come miopia, astigmatismo o difficoltà nei movimenti oculari.
Scopriamo insieme di cosa si tratta!
Cosa sono i disordini temporomandibolari
I disordini temporomandibolari (DTM) sono problematiche che interessano l’articolazione della mandibola, ovvero quella piccola “cerniera” che ti permette di aprire e chiudere la bocca, masticare e parlare.
Chi soffre di questi disturbi può percepire diversi fastidi, come un dolore nella zona davanti all’orecchio, difficoltà ad aprire completamente la bocca oppure sentire strani click, rumori o scricchiolii quando muove la mandibola.
Talvolta questi sintomi possono estendersi anche al collo, alla testa e alle spalle (Vompi et al., 2020) fino ad arrivare anche a provocare disturbi alla vista. Ma in che modo questo avviene? Scendiamo nei dettagli.
In che modo la mandibola è collegata alla vista?
Può sembrare incredibile ma mandibola e occhi comunicano continuamente tra loro!
Secondo lo studio condotto da Vompi e colleghi (2020), questo accade principalmente perché i muscoli che muovono la mandibola e quelli che controllano gli occhi sono collegati tramite nervi e circuiti cerebrali comuni.
Un esempio?
Quando hai una tensione muscolare alla mandibola, questa può alterare indirettamente i movimenti degli occhi, creando disturbi visivi, fastidi o difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, soprattutto da vicino.
È un po’ come se la mandibola “distraesse” il sistema visivo e questo genera disagio o affaticamento agli occhi. Ma quali problemi alla vista possono essere correlati ai disordini mandibolari? Vediamolo insieme.
Quali problemi alla vista possono essere collegati ai disordini mandibolari?
Secondo la ricerca di Vompi e collaboratori (2020), chi soffre di disturbi mandibolari spesso presenta anche alterazioni visive.
Tra le più comuni ci sono i difetti refrattivi come ad esempio la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia.
Molti pazienti con disordini temporomandibolari manifestano anche difficoltà nei movimenti oculari, come la riduzione della capacità di convergenza degli occhi (ovvero la capacità di guardare oggetti vicini senza affaticarsi) e alterazioni nella coordinazione oculare, chiamate forie o tropie, che possono generare visione doppia o affaticamento visivo.
Questi problemi, però, possono essere spesso sottovalutati perché quando compaiono, non si pensa che ci potrebbe essere un legame con la mandibola.
Come si diagnosticano i problemi legati a mandibola e vista?
Secondo Vompi e colleghi (2020), per diagnosticare con precisione un problema mandibolare associato a difficoltà visive è importante rivolgersi a professionisti diversi che collaborano tra loro.
Un odontoiatra esperto in gnatologia e dolore orofacciale si occupa infatti della parte mandibolare valutando eventuali alterazioni nei movimenti della bocca, dolori o rumori articolari mentre un ortottista o un oculista esegue una visita completa per individuare eventuali difetti refrattivi o alterazioni dei movimenti oculari.
Ed è proprio questo approccio combinato che consente di avere una visione completa del problema e permette di identificare eventuali legami tra mandibola e vista.
Quali sono le terapie più indicate?
Come abbiamo visto e come ci conferma lo studio di Vompi e collaboratori (2020), quando esiste un legame tra mandibola e vista, la terapia più efficace è quella multidisciplinare dove diversi professionisti collaborano per trattare sia la causa mandibolare che quella visiva.
Tra le terapie più comuni ci sono:
- Trattamenti odontoiatrici o gnatologici, come l’utilizzo di un bite personalizzato per ridurre la tensione mandibolare e migliorare la posizione dell’articolazione temporomandibolare
- Riabilitazione visiva ortottica, cioè esercizi oculari specifici per migliorare la capacità di convergenza e coordinazione degli occhi
- Fisioterapia e osteopatia, che aiutano a ridurre le tensioni muscolari di mandibola, collo e spalle, migliorando così anche la funzione visiva.
Queste terapie integrate consentono non solo di risolvere i sintomi ma anche di prevenire ricadute e aiutano a migliorare la qualità della vita complessiva del paziente.
Conclusioni
Come abbiamo visto insieme nel corso di questo articolo, mandibola e occhi sono molto più collegati di quanto si possa immaginare!
Secondo lo studio di Vompi e colleghi (2020), riconoscere e trattare precocemente questo legame è importantissimo perché permette non solo di risolvere sintomi spiacevoli come dolori mandibolari e difficoltà visive ma perché può migliorare significativamente il benessere generale della tua persona.
Se hai notato quindi problemi alla mandibola accompagnati da disturbi visivi, non esitare a consultare un esperto in gnatologia e dolore orofacciale: un approccio interdisciplinare può davvero fare la differenza!
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Fonti
“Evaluation of Vision in Gnathological and Orthodontic Patients with Temporomandibular Disorders: A Prospective Experimental Observational Cohort Study” pubblicato nel 2020 sulla rivista scientifica Contemporary Clinical Dentistry. (Vompi C., Serritella E., Galluccio G., Pistella S., Segnalini A., Giannelli L., Di Paolo C., 2020, PMID: 33042891, PMCID: PMC7523923).


