“Il dolore alla mandibola è iniziato dopo aver tolto i denti del giudizio.”
“Da quando ho fatto l’estrazione sento un click quando apro la bocca.”
Queste sono alcune delle situazioni che alcuni pazienti riferiscono durante una visita gnatologica. Ma esiste davvero una relazione tra l’estrazione dei denti del giudizio e i disordini temporomandibolari (DTM)?
La risposta richiede una certa cautela: la possibile associazione è stata studiata scientificamente ma associazione temporale e rapporto di causa-effetto non sono la stessa cosa.
Cosa sono i disordini temporomandibolari?
I disordini temporomandibolari (DTM) comprendono diverse condizioni che interessano l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli masticatori e le strutture ad essi correlate.
Tra i sintomi e i segni che possono essere riferiti troviamo:
- dolore alla mandibola o nella regione preauricolare
- dolore dei muscoli masticatori
- difficoltà o dolore durante l’apertura della bocca
- limitazione dei movimenti mandibolari
- rumori articolari, come click o crepitii
- dolore durante la masticazione.
La presenza di uno di questi sintomi, tuttavia, non permette da sola di formulare una diagnosi di DTM.
Cosa può succedere dopo l’estrazione di un dente del giudizio?
Dopo l’estrazione, soprattutto chirurgica, di un terzo molare è possibile presentare temporaneamente dolore, gonfiore e una riduzione dell’apertura della bocca.
Questo non significa automaticamente avere sviluppato un disordine temporomandibolare.
La domanda scientificamente più interessante è un’altra: nei pazienti sottoposti all’estrazione dei terzi molari aumenta nel tempo la probabilità di sviluppare segni o sintomi temporo-mandibolari?
Diversi gruppi di ricerca hanno cercato di rispondere proprio a questa domanda.
Cosa dice la ricerca scientifica?
Nel 2020 è stata pubblicata su Clinical Oral Investigations una revisione sistematica specificamente dedicata alla possibile relazione tra estrazione dei terzi molari e disordini temporomandibolari.
Gli autori hanno incluso sette studi clinici non randomizzati. Sei studi riportavano una maggiore presenza di disordini temporomandibolari dopo l’estrazione dei terzi molari, mentre uno non evidenziava un’associazione significativa.
La revisione conclude che l’estrazione dei terzi molari può essere associata allo sviluppo di segni e sintomi di disordini temporomandibolari.
Questo dato, però, deve essere interpretato con prudenza.
Quattro degli studi inclusi presentavano un rischio di bias moderato e tre un rischio elevato. La certezza complessiva delle evidenze risultava inoltre variabile da bassa a moderata.
Pertanto, i risultati disponibili suggeriscono una possibile associazione ma non consentono di affermare che l’estrazione dei denti del giudizio sia necessariamente la causa di un disordine temporomandibolare.
Cosa hanno osservato gli studi sui pazienti?
Uno studio prospettico pubblicato nel 2009 sul Journal of Oral Rehabilitation ha seguito pazienti sottoposti a chirurgia del terzo molare valutandoli prima dell’intervento e successivamente a una settimana, un mese e sei mesi.
Dopo l’intervento furono osservati alcuni cambiamenti, tra cui:
- una temporanea riduzione dell’apertura massima della bocca
- un aumento iniziale del dolore
- maggiore dolorabilità alla palpazione dei muscoli masticatori
- maggiore dolorabilità alla palpazione dell’articolazione temporo-mandibolare.
A sei mesi venne inoltre rilevato un aumento dei disordini temporomandibolari dolorosi all’interno del gruppo sottoposto all’intervento.
Confrontando questi pazienti con il gruppo di controllo non sottoposto a chirurgia,però, l’aumento dell’incidenza dei disordini temporomandibolari a sei mesi non risultava statisticamente significativo.
È un elemento importante perché dimostra quanto sia necessario evitare conclusioni troppo semplicistiche.
Un grande studio ha trovato un aumento del rischio
Un altro studio, pubblicato sul Journal of the American Dental Association (JADA) nel 2006, ha analizzato una popolazione molto più ampia.
Lo studio comprendeva 34.491 soggetti seguiti per almeno cinque anni.
Gli autori osservarono che chi aveva subito l’estrazione dei terzi molari presentava un rischio relativo aggiustato di sviluppare successivamente un disordine temporomandibolare pari a 1,6, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 1,3 e 2,0.
Si tratta di un risultato epidemiologicamente interessante, che supporta l’esistenza di una possibile associazione. Anche in questo caso, però, bisogna ricordare una regola fondamentale dell’interpretazione della letteratura scientifica:
un’associazione statistica non dimostra automaticamente un rapporto causale.
E per il click mandibolare?
La questione diventa ancora più interessante quando parliamo specificamente di click dell’articolazione temporo-mandibolare.
Uno studio caso-controllo pubblicato sul British Journal of Oral and Maxillofacial Surgery ha valutato la possibile relazione tra estrazione dei denti del giudizio e dislocazione del disco articolare con riduzione, una condizione che può manifestarsi clinicamente con un click articolare.
Lo studio confrontò 220 pazienti con dislocazione discale con riduzione con 1.100 soggetti di controllo.
L’associazione con una precedente estrazione dei terzi molari non risultò statisticamente significativa (OR 1,28; IC 95% 0,96–1,71).
Gli autori conclusero che, nella maggior parte dei pazienti studiati, era improbabile che l’estrazione dei terzi molari fosse stata la causa della dislocazione discale con riduzione.
Anche questo risultato invita quindi alla prudenza.
Se il click compare dopo l’estrazione significa che l’estrazione ne è la causa?
No, non necessariamente.
Se un paziente riferisce che “Prima dell’estrazione non avevo il click e dopo l’estrazione è comparso” abbiamo certamente un’informazione clinica importante: esiste una relazione temporale tra i due eventi.
Ma la successione temporale non dimostra da sola la causalità.
Per stabilire se esista una relazione clinicamente plausibile bisogna considerare numerosi elementi, tra cui la situazione precedente all’intervento, le caratteristiche dell’estrazione, l’andamento dei sintomi e soprattutto il quadro clinico attuale.
Perché è importante una valutazione gnatologica?
I disordini temporomandibolarisono condizioni complesse e multifattoriali.
Attribuire automaticamente un dolore mandibolare o un rumore articolare a una precedente estrazione può portare a interpretazioni eccessivamente semplicistiche.
Durante una valutazione gnatologica è invece possibile analizzare:
- la storia e l’andamento dei sintomi
- la localizzazione e le caratteristiche del dolore
- i movimenti mandibolari
- la presenza e le caratteristiche dei rumori articolari
- la funzione dell’articolazione temporo-mandibolare
- i muscoli masticatori
- eventuali fattori associati.
Quando indicato, la valutazione clinica può essere integrata con specifici esami strumentali.
In conclusione: estrazione dei denti del giudizio e disordini temporomandibolari sono collegati?
La letteratura scientifica suggerisce che possa esistere un’associazione tra l’estrazione dei terzi molari e la successiva comparsa o il peggioramento di alcuni segni e sintomi temporomandibolari ma le evidenze disponibili presentano importanti limitazioni e non permettono di sostenere che l’estrazione dei denti del giudizio provochi necessariamente un disordine temporomandibolare.
Allo stesso modo, la comparsa di un click o di dolore mandibolare dopo un’estrazione non dimostra automaticamente che l’intervento ne sia stato la causa.
La relazione temporale rappresenta quindi un elemento dell’anamnesi che deve essere interpretato insieme a tutti gli altri dati clinici.
Per questo, quando dolore, limitazione dell’apertura, rumori articolari o altri disturbi mandibolari persistono dopo la normale fase di guarigione, può essere indicata una valutazione gnatologica e del sistema temporo-mandibolare.
Se dopo l’estrazione dei denti del giudizio avverti dolore alla mandibola, difficoltà ad aprire la bocca o hai notato la comparsa di un click articolare, è importante capire da cosa dipendono questi sintomi.
Presso il nostro studio è possibile effettuare una valutazione approfondita per analizzare il funzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare, dei muscoli masticatori e dei movimenti della mandibola.
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Fonti
- Damasceno YSS, González Espinosa D, Normando D. Is the extraction of third molars a risk factor for the temporomandibular disorders? A systematic review. Clinical Oral Investigations. 2020;24(10):3325–3334. doi: 10.1007/s00784-020-03277-6.
- Juhl GI, Jensen TS, Nørholt SE, Svensson P. Incidence of symptoms and signs of TMD following third molar surgery: a controlled, prospective study. Journal of Oral Rehabilitation. 2009;36(3):199–209. doi: 10.1111/j.1365-2842.2008.01925.x.
- Huang GJ, Rue TC. Third-molar extraction as a risk factor for temporomandibular disorder. Journal of the American Dental Association. 2006;137(11):1547–1554. doi: 10.14219/jada.archive.2006.0090.
- Threlfall AG, Kanaa MD, Davies SJ, Tickle M. Possible link between extraction of wisdom teeth and temporomandibular disc displacement with reduction: matched case control study. British Journal of Oral and Maxillofacial Surgery. 2005;43(1):13–16. doi: 10.1016/j.bjoms.2004.10.001.


