Ti capita spesso di svegliarti con dolore alla mandibola, sentire strani rumori quando apri la bocca o avere fastidio alle orecchie senza un motivo apparente?
Questi sintomi potrebbero essere dovuti ai cosiddetti disordini temporomandibolari, problemi abbastanza comuni che riguardano l’articolazione della mandibola e i muscoli circostanti.
Si stima infatti che tra il 5% e il 12% delle persone ne soffra, soprattutto nella fascia d’età tra i 20 e i 40 anni, con una maggiore frequenza nelle donne (Gauer & Semidey, 2015).
Vediamo insieme di cosa si tratta e come capire se ne sei interessato.
Quali sono le principali cause di dolore alla mandibola
Il dolore alla mandibola può avere molteplici origini e spesso individuare la causa specifica non è così immediato.
Tra i fattori più comuni del dolore alla mandibola ci sono problemi dentali come carie profonde, infezioni o ascessi che possono provocare un dolore irradiato fino all’articolazione temporomandibolare (ATM), ossia quell’articolazione che collega la mandibola al cranio.
Per molto tempo si è pensato anche che una cattiva occlusione — ovvero un disallineamento nel modo in cui i denti combaciano — fosse la causa principale dei dolori mandibolari. Questo ha portato a ritenere che l’ortodonzia potesse rappresentare anche un mezzo per prevenire o curare i disturbi temporomandibolari, ma oggi sappiamo che non è così.
Ma ci sono moltissime altre cause che possono scatenare un dolore alla mandibola, come traumi o lesioni alla mandibola, alcune patologie come l’artrite, o semplicemente un accumulo di ansia e stress, che possono portare a una contrazione involontaria dei muscoli masticatori e un digrignamento dei denti, che viene chiamato bruxismo.
Anche la gravidanza, pur non essendo di per sé una causa diretta di disordini temporomandibolari, potrebbe aumentare l’insorgenza di fastidi alla mandibola a causa ad esempio dell’aumento degli ormoni che influenzano i legamenti e le articolazioni o del cambiamento della postura e delle abitudini del sonno (A systematic review with meta-analysis. Journal of Oral Rehabilitation, DOI: 10.1111/joor.13458).
Molto spesso il dolore alla mandibola viene attribuito esclusivamente a problemi dentali, trascurando però una delle cause più frequenti e sottovalutate: i disordini temporomandibolari (DTM).
Questi disturbi coinvolgono infatti sia l’articolazione temporomandibolare che i muscoli circostanti e compromettono il corretto movimento della mandibola, portando a sintomi come dolore al viso localizzato o diffuso, difficoltà ad aprire e chiudere la bocca, scrosci o click articolari, sensazione di mandibola bloccata e perfino sintomi lontani dall’area mandibolare, come mal di testa, vertigini e acufeni.
Ma come capire se il dolore deriva da un disturbo temporomandibolare o se le cause vanno cercate altrove? Scendiamo nei dettagli.
Come capire se si tratta di un disturbo temporomandibolare
Per capire se il dolore alla mandibola che provi potrebbe essere causato da un disordine temporomandibolare, è importante riconoscere i sintomi più comuni.
Generalmente, chi soffre di DTM presenta dolore localizzato alla mandibola, specialmente vicino all’orecchio, oppure avverte dolore diffuso al viso o al collo.
Potresti anche avvertire difficoltà nell’aprire completamente la bocca o una sensazione di rigidità alla mandibola, soprattutto appena sveglio.
Altri segnali caratteristici includono rumori articolari durante i movimenti mandibolari, come click (scatti) o crepitii (rumori simili a sabbia o ghiaia), frequenti mal di testa, dolore cervicale e tensione muscolare del collo.
Alcuni pazienti notano anche sintomi auricolari quali dolore all’orecchio (otalgia), sensazione di ovattamento auricolare, fischi o ronzii (tinnito), vertigini e sensazione di equilibrio instabile.
Se hai uno o più di questi sintomi che persistono per settimane o si aggravano nel tempo, è consigliato allora rivolgersi a un odontoiatra esperto in gnatologia e dolore orofacciale per una valutazione approfondita e una diagnosi accurata.
Come alleviare e prevenire il dolore alla mandibola
Se ti è stato diagnosticato un disturbo temporomandibolare, niente paura!
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi questi problemi migliorano sensibilmente con approcci semplici e non invasivi.
Spesso può essere sufficiente modificare alcune abitudini quotidiane, come ad esempio evitare cibi troppo duri, fare esercizi specifici di rilassamento mandibolare e cervicale o usare un dispositivo occlusale personalizzato (chiamato bite). Anche l’applicazione di tecniche di terapia cognitivo-comportamentale per gestire lo stress può essere utile.
Per alleviare il dolore acuto, il tuo medico potrebbe consigliarti farmaci antinfiammatori o rilassanti muscolari. Se il dolore diventa cronico, invece, potrebbe essere utile ricorrere anche ad antidepressivi o a farmaci che agiscono direttamente sul dolore neuropatico (come il gabapentin).
Soltanto in pochi casi, quando i trattamenti più semplici non danno risultati sufficienti, può essere necessario un trattamento specialistico avanzato, incluso il ricorso a uno specialista in chirurgia orale e maxillo-facciale (Gauer & Semidey, 2015).
(Fonte: Gauer RL, Semidey MJ. Diagnosis and treatment of temporomandibular disorders. American Family Physician, 2015)
Conclusioni
Il dolore alla mandibola può essere molto fastidioso ma per fortuna la maggior parte delle persone affette da disturbi temporomandibolari migliora sensibilmente con trattamenti semplici e non invasivi.
La chiave è agire tempestivamente e affidarsi a un professionista che ti guidi attraverso un percorso personalizzato e multidisciplinare.
Se soffri di dolore persistente alla mandibola, non esitare a parlarne col tuo odontoiatra o con il tuo medico di fiducia oppure prenota subito una visita.


