Chi soffre di emofilia, malattia di von Willebrand o altri disturbi della coagulazione spesso si chiede se anche l’articolazione della mandibola (chiamata anche ATM, ossia articolazione temporomandibolare) possa essere più fragile.
Una recente revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 sul Journal of Oral Rehabilitation ha provato a rispondere proprio a questa domanda.
Ecco cosa è emerso, spiegato in modo semplice.
Che cosa sono i disordini temporomandibolari (DTM)?
Prima di vedere più nel dettaglio i risultati della ricerca, facciamo un piccolo passo indietro per rispondere a un’altra domanda importantissima: cosa sono i disordini temporomandibolari?
I disordini temporomandibolari sono problemi che riguardano:
- L’articolazione temporomandibolare
- I muscoli masticatori
- Le strutture che guidano il movimento della mandibola
I sintomi più comuni sono:
- dolore davanti all’orecchio o alla tempia
- click mandibolari, rumori o crack aprendo la bocca
- difficoltà ad aprire completamente la bocca
- fatica nel masticare
- mal di testa o tensione del collo.
I disordini temporomandibolari sono il disturbo orofacciale più frequente nella popolazione.
Emofilia e malattia di von Willebrand: cosa succede alle articolazioni?
Nelle forme moderate e gravi di disturbi della coagulazione possono verificarsi emorragie spontanee nelle articolazioni (emartrosi) e nel tempo si sviluppa sinovite, una degenerazione articolare e limitazione del movimento. Questo fenomeno è noto come artropatia emofilica.
Quasi sempre il problema interessa ginocchia, gomiti e caviglie ma può coinvolgere anche l’articolazione temporomandibolare.
Sono stati descritti casi di:
- dolore improvviso all’articolazione temporomandibolare
- blocco della mandibola
- limitazione dell’apertura della bocca
- gonfiore e infiammazione dell’articolazione.
E da qui nasce quindi la domanda: chi ha un disturbo della coagulazione è più a rischio di sviluppare un disordine temporomandibolare? Ecco cosa ci dice la revisione scientifica del 2023.
Cosa dice la revisione scientifica del 2023?
Una revisione sistematica con meta-analisi (Minervini et al., 2023) ha confrontato 194 pazienti con disturbi della coagulazione e 376 persone sane di controllo.
È stata poi valutata la presenza di:
- dolore mandibolare
- click o rumori articolari
- limitazione dell’apertura della bocca
- alterazioni del disco articolare (anche tramite risonanza magnetica)
- diagnosi standardizzate DC/TMD o RDC/TMD.
I risultati? La meta-analisi ha mostrato che i pazienti con disturbi della coagulazione sembrano avere un rischio numericamente maggiore di disordini temporomandibolari ma la differenza non è statisticamente significativa.
In altre parole ci dice che non ci sono prove solide che emofilia o von Willebrand aumentino in modo certo la frequenza di disordini temporomandibolari.
Due studi inclusi nella revisione hanno tuttavia usato metodi diagnostici più accurati (DC/TMD e risonanza magnetica) e hanno trovato più alterazioni del disco articolare nei pazienti con disturbi della coagulazione
e più sintomi come dolore, click, limitazione funzionale.
Quindi nessuna certezza assoluta, ma senza dubbio alcuni segnali da non ignorare.
Cosa significa per te se hai un disturbo della coagulazione?
Anche se non esiste una prova definitiva, le articolazioni dei pazienti con emofilia o von Willebrand sono più sensibili, per questo è fondamentale la prevenzione.
Dovresti quindi fare una valutazione dell’articolazione temporomandibolare se noti:
- click o scricchiolii alla mandibola
- dolore davanti all’orecchio o alla tempia
- difficoltà ad aprire bene la bocca
- sensazione di mandibola che si blocca
- tensione ai muscoli del viso
- mal di testa frequenti.
Una visita gnatologica può infatti individuare:
- segni iniziali di disordini temporomandibolari
- eventuali alterazioni articolari
- necessità di approfondimenti (DC/TMD, RMN)
- trattamenti conservativi personalizzati.
È anche fondamentale una collaborazione con l’ematologo.
In caso di trattamenti odontoiatrici o chirurgici come estrazioni, impianti o protesi, è necessario un protocollo personalizzato ed è essenziale la collaborazione fra odontoiatra esperto di dolori orofacciali ed ematologo.
Possono essere necessari anche fattori della coagulazione, antifibrinolitici e protocolli anti-infiammatori specifici.
Conclusioni
Le evidenze scientifiche attuali ci dicono che chi soffre di emofilia, malattia di von Willebrand o altri disturbi della coagulazione non presenta con certezza una maggiore frequenza di disordini temporomandibolari anche se alcuni studi più accurati suggeriscono che l’articolazione della mandibola possa essere coinvolta più spesso di quanto si pensasse, con sintomi come dolore, click articolari o limitazione dei movimenti.
In altre parole, non esiste un rischio certo ma esistono segnali che meritano attenzione.
Se convivi con un disturbo della coagulazione, la prevenzione e il monitoraggio diventano fondamentali.
Riconoscere precocemente eventuali sintomi e affidarsi a professionisti che lavorano in collaborazione con l’ematologo permette infatti di gestire la salute della tua mandibola in modo sicuro, evitando complicazioni e interventi non necessari.
La buona notizia è che oggi esistono protocolli personalizzati e approcci conservativi che consentono di proteggere l’articolazione, ridurre il dolore e affrontare eventuali cure odontoiatriche in totale sicurezza.
Se avverti click, dolore alla mandibola o difficoltà nei movimenti della bocca, prenota subito una valutazione presso il nostro studio: valuteremo la tua situazione in modo attento per offrirti un percorso sicuro e personalizzato.


