Molte persone che soffrono di disordini temporomandibolari riferiscono che i sintomi peggiorano durante periodi di particolare stress emotivo.
Dolore alla mandibola, tensione ai muscoli masticatori, cefalea, sensazione di affaticamento facciale e serramento dei denti possono infatti diventare più evidenti nei momenti di maggiore pressione psicologica.
Questo significa che i disordini temporomandibolari siano una malattia causata dallo stress?
Ovviamente no.
I disordini temporomandibolari sono condizioni complesse e multifattoriali nelle quali possono intervenire fattori articolari, muscolari, neurologici, comportamentali e psicosociali.
La letteratura scientifica suggerisce però che alcune tecniche di rilassamento possono rappresentare un utile supporto nella gestione dei sintomi in determinati pazienti. Vediamo quali.
Perché lo stress può influenzare la mandibola?
Quando una persona è sottoposta a stress, il sistema nervoso autonomo aumenta il livello generale di attivazione dell’organismo.
Questo fenomeno può favorire:
- aumento della tensione muscolare
- serramento dentale durante la giornata
- difficoltà a rilassare la mandibola
- peggioramento della percezione del dolore
- riduzione della qualità del sonno.
Nel tempo questi fattori possono contribuire al mantenimento del dolore muscolare masticatorio in soggetti predisposti.
Cosa dice la ricerca scientifica?
Nel 2015 Zhang e collaboratori hanno pubblicato una revisione sistematica e meta-analisi sugli effetti dell’ipnosi e delle tecniche di rilassamento nei pazienti con disordini temporomandibolari.
Gli autori hanno identificato soltanto tre studi clinici randomizzati controllati per un totale di 159 pazienti.
I risultati hanno mostrato alcuni possibili benefici sul dolore massimo percepito e sull’apertura della bocca.
La qualità delle evidenze è stata però giudicata bassa e gli studi presentavano importanti limiti metodologici.
In altre parole, le tecniche di rilassamento possono essere promettenti ma non esistono ancora prove sufficientemente robuste per considerarle un trattamento principale dei disordini temporomandibolari.
Quali tecniche di rilassamento vengono utilizzate?
Respirazione diaframmatica
È una tecnica semplice che consiste nel respirare lentamente utilizzando il diaframma.
Può aiutare a ridurre lo stato di attivazione del sistema nervoso e favorire il rilassamento muscolare generale.
Rilassamento muscolare progressivo
Consiste nel contrarre e successivamente rilassare gruppi muscolari specifici.
L’obiettivo è aumentare la consapevolezza della tensione muscolare e imparare a ridurla volontariamente.
Mindfulness
La mindfulness insegna a osservare pensieri, emozioni e sensazioni corporee senza giudicarli.
Alcuni studi sul dolore cronico suggeriscono possibili benefici nella gestione della sintomatologia dolorosa persistente.
Tecniche di biofeedback
Attraverso specifici strumenti è possibile imparare a riconoscere e controllare alcuni parametri fisiologici, come la tensione muscolare.
In alcuni pazienti con disordini temporomandibolari muscolare il biofeedback può favorire una maggiore consapevolezza del serramento diurno.
Ipnosi clinica
L’ipnosi terapeutica viene utilizzata da professionisti appositamente formati.
L’obiettivo è quello di modificare la percezione del dolore e favorire strategie di rilassamento più efficaci.
Possono sostituire il bite?
No, le tecniche di rilassamento non sostituiscono una corretta diagnosi né eventuali trattamenti indicati dal professionista, come ad esempio il bite dentale.
Nei pazienti con disordini temporomandibolari possono essere utilizzate come complemento ad altre strategie terapeutiche, che possono includere:
- educazione del paziente
- fisioterapia
- esercizi terapeutici
- gestione delle parafunzioni
- dispositivi occlusali quando indicati
- approccio multidisciplinare nei casi complessi.
Quando possono essere particolarmente utili?
Le tecniche di rilassamento possono risultare più interessanti nei pazienti che presentano:
- dolore muscolare masticatorio
- elevati livelli di stress percepito
- serramento diurno frequente
- disturbi del sonno
- dolore cronico persistente.
In questi casi il trattamento non si concentra soltanto sull’articolazione temporomandibolare ma considera la persona nel suo insieme.
Conclusioni
Le tecniche di rilassamento non rappresentano una cura specifica per i disturbi temporomandibolari anche se alcune evidenze scientifiche suggeriscono che possano contribuire a ridurre la tensione muscolare e migliorare alcuni sintomi in pazienti selezionati.
Per ottenere risultati efficaci è fondamentale partire da una diagnosi accurata e da un piano terapeutico personalizzato.
Ogni paziente con disordini temporomandibolari è infatti diverso e richiede un approccio costruito sulle proprie caratteristiche cliniche.
Se soffri di dolore alla mandibola, tensione dei muscoli masticatori o serramento dei denti e noti che i sintomi peggiorano nei periodi di maggiore stress, è importante non fermarsi alla sola gestione dello stress.
Una valutazione può infatti aiutare a capire quali fattori stanno contribuendo ai tuoi sintomi e a individuare il percorso terapeutico più adatto al tuo caso.
Se i disturbi persistono o interferiscono con la tua vita quotidiana, prenota subito una visita presso il nostro studio: partire da una diagnosi precisa è il primo passo per affrontare il problema in modo mirato.
Fonti
- Zhang Y, Montoya L, Ebrahim S, et al. Hypnosis/Relaxation Therapy for Temporomandibular Disorders: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. J Oral Facial Pain Headache. 2015.
- Eric Schiffman et al. Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders (DC/TMD), 2014.
- William Ohrbach et al. Letteratura sul modello biopsicosociale dei DTM e del dolore cronico.


