Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a esplorare il rapporto tra malattie neurologiche e disordini temporo-mandibolari (DTM). Tra queste condizioni, una delle più studiate è la sclerosi multipla.
Molti pazienti con sclerosi multipla riferiscono sintomi come:
- dolore davanti all’orecchio
- difficoltà ad aprire la bocca
- click o rumori mandibolari
- affaticamento durante la masticazione
Ma esiste davvero un collegamento tra sclerosi multipla e dolore alla mandibola? Vediamo cosa dice la letteratura scientifica.
Cosa sono i Disordini Temporo-Mandibolari (DTM)
I disordini temporomandibolari sono un gruppo di condizioni che coinvolgono:
- i muscoli masticatori
- l’articolazione temporo-mandibolare
- le strutture neuromuscolari che controllano i movimenti della mandibola.
Secondo i criteri diagnostici internazionali Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders (DC/TMD), i disordini temporomandibolari possono essere classificati principalmente in:
- Disturbi muscolari
- mialgia
- dolore miofasciale
- Disturbi articolari
- artralgia
- dislocazione del disco
- degenerazione articolare.
I sintomi più comuni includono:
- dolore mandibolare
- blocco della mandibola o limitazione dell’apertura della bocca
- rumori articolari
- cefalea associata.
Cosa dice la ricerca: sclerosi multipla e disordini temporomandibolari
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2025 sulla rivista scientifica Cranio ha analizzato la prevalenza dei disordini temporomandibolari nei pazienti con sclerosi multipla.
Lo studio ha incluso:
- 8 studi scientifici
- 1312 partecipanti
- diversi metodi diagnostici, tra cui i criteri RDC/TMD.
La meta-analisi ha mostrato che i pazienti con sclerosi multipla presentano un rischio significativamente maggiore di sviluppare disordini temporomandibolari [RR 2.10 (IC 95%: 1.21–3.65)].
Questo significa che le persone con sclerosi multipla hanno più del doppio della probabilità di presentare un disturbo temporo-mandibolare rispetto ai soggetti senza la malattia.
È però importante sottolineare che si tratta di un’associazione statistica, non di una relazione causa-effetto.
Perché la sclerosi multipla può influenzare la mandibola
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, causando processi di demielinizzazione.
Queste alterazioni neurologiche possono influenzare:
- il controllo motorio dei muscoli
- la coordinazione oro-facciale
- la modulazione del dolore
- il tono muscolare.
I muscoli masticatori sono controllati da circuiti neurologici complessi che coinvolgono il nervo trigemino, principale nervo sensitivo e motorio della regione cranio-facciale.
Quando questi circuiti vengono alterati, possono comparire:
- affaticamento muscolare
- alterazioni della funzione mandibolare
- aumento della sensibilità al dolore
Tutti fattori che possono contribuire allo sviluppo di un disordine temporomandibolare.
I sintomi mandibolari da non sottovalutare nei pazienti con sclerosi multipla
Nei pazienti con sclerosi multipla è utile prestare attenzione a eventuali sintomi della mandibola, in particolare:
- dolore davanti all’orecchio
- click o scrosci durante l’apertura della bocca
- blocchi mandibolari
- difficoltà nella masticazione
- cefalea associata ai movimenti mandibolari
Questi segnali non significano necessariamente che esista un disturbo temporo-mandibolare ma possono indicare la necessità di una valutazione clinica specifica.
La gravità della sclerosi multipla influisce sui disordini temporomandibolari?
La revisione scientifica ha cercato di valutare anche se esista una relazione tra gravità della sclerosi multipla e presenza di disordini temporomandibolari.
La gravità della malattia neurologica viene spesso misurata tramite la scala clinica Expanded Disability Status Scale.
Tuttavia, gli studi disponibili mostrano risultati ancora non conclusivi. Servono quindi ulteriori ricerche per chiarire se la severità della sclerosi multipla influenzi direttamente il rischio di sviluppare disordini temporomandibolari.
L’importanza di un approccio multidisciplinare
I disordini temporo-mandibolari sono condizioni multifattoriali.
Nel caso di pazienti con patologie neurologiche, può essere utile un approccio integrato che coinvolga diverse figure professionali come:
- neurologo
- odontoiatra con esperienza in disordini temporomandibolari
- fisioterapista
- logopedista nei casi indicati.
Questo tipo di approccio consente di valutare sia gli aspetti neurologici, sia quelli muscolo-articolari che possono contribuire al dolore.
Conclusioni
La letteratura scientifica suggerisce che esiste una associazione significativa tra sclerosi multipla e disordini temporo-mandibolari.
Una recente meta-analisi ha infatti dimostrato che i pazienti con sclerosi multipla hanno oltre il doppio del rischio di presentare un disordini temporomandibolari rispetto ai controlli sani.
Questo non significa che la sclerosi multipla causi direttamente problemi alla mandibola ma indica che il sistema nervoso e la funzione mandibolare sono strettamente collegati.
Per questo motivo, nei pazienti con sclerosi multipla che presentano dolore mandibolare o difficoltà nei movimenti della bocca può essere utile una valutazione specifica dell’articolazione temporo-mandibolare.
Se soffri di sclerosi multipla e hai iniziato a notare dolore alla mandibola, rumori articolari, difficoltà a masticare o limitazioni nei movimenti della bocca, non sottovalutare questi sintomi. Una valutazione dell’articolazione temporomandibolare può aiutare a individuare eventuali disordini temporomandibolari e a comprendere il loro possibile ruolo nel tuo quadro clinico.
Nel nostro studio eseguiamo valutazioni approfondite dei disturbi temporomandibolari, analizzando articolazione, muscoli masticatori e funzione mandibolare per individuare le cause dei sintomi e proporre un percorso personalizzato.
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