Vivere con la sclerosi multipla (SM) non significa solo fare i conti con la stanchezza o le difficoltà motorie. Spesso il corpo manda infatti segnali anche in zone che non ci aspetteremmo, come ad esempio la mandibola.
Negli ultimi anni diversi studi hanno scoperto che le persone con sclerosi multipla possono soffrire più spesso di disordini temporomandibolari (DTM), cioè dolori, scrosci, blocchi o difficoltà di movimento dell’articolazione che collega la mandibola al cranio.
Una recente meta-analisi pubblicata sulla rivista Cranio (Minervini et al., 2025) ha analizzato tutti gli studi disponibili su questo argomento e ha dimostrato che chi è affetto da sclerosi multipla ha il doppio delle probabilità di soffrire di disordini temporomandibolari rispetto a chi non ha la malattia.
Che cosa sono i disordini temporomandibolari
I disordini temporomandibolari (DTM) riguardano l’articolazione che permette alla mandibola di muoversi quando parliamo, mastichiamo o sbadigliamo.
Quando questa articolazione, chiamata articolazione temporomandibolare, o i muscoli che la muovono si infiammano o non lavorano in modo armonico, possono comparire sintomi come:
- dolore davanti all’orecchio o dolore alla mandibola
- scrosci o click alla mandibola durante i movimenti
- mandibola bloccata o difficoltà ad aprire la bocca
- mal di testa, tensione al collo o alla schiena.
Questi disturbi possono dipendere da tante cause, come ad esempio stress, bruxismo (ossia serrare o digrignare i denti), postura, traumi, o — come suggerisce lo studio pubblicato su Cranio — anche da alterazioni del sistema nervoso, come quelle che si verificano nella sclerosi multipla.
Il legame tra sclerosi multipla e dolori mandibolari
La sclerosi multipla (SM) è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale, cioè il cervello e il midollo spinale.
In chi ne soffre, la trasmissione degli impulsi nervosi può diventare più lenta o irregolare e questo influisce anche sul controllo dei muscoli del viso e della mandibola.
Lo studio pubblicato su Cranio (Minervini et al., 2025) ha mostrato che le persone con sclerosi multipla hanno circa il doppio delle probabilità di soffrire di disordini temporomandibolari rispetto alla popolazione generale.
Questo può succedere perché i muscoli masticatori, che dipendono da segnali nervosi precisi per muoversi in modo coordinato, possono contrarsi in modo irregolare, irrigidirsi o andare incontro a dolore cronico.
La sclerosi multipla non colpisce quindi solo la mobilità del corpo ma può riflettersi anche sulla mandibola, creando fastidi che spesso vengono sottovalutati o confusi con problemi odontoiatrici comuni.
Come riconoscere i sintomi e quando chiedere aiuto
Molti pazienti con sclerosi multipla riferiscono fastidi alla mandibola ma spesso non collegano subito questi sintomi alla loro malattia.
I segnali a cui prestare attenzione sono:
- Dolore o tensione ai muscoli del viso, soprattutto al risveglio o durante la masticazione
- Rumori articolari, come click o scricchiolii quando si apre o si chiude la bocca
- Difficoltà ad aprire completamente la bocca o sensazione di blocco temporaneo
- Cefalee frequenti, dolori all’orecchio o alla zona temporale.
Se noti uno o più di questi sintomi, è importante parlarne con un odontoiatra specializzato in gnatologia e dolori orofacciali, che può collaborare con il neurologo per valutare la situazione in modo completo.
Non bisogna mai sottovalutare il dolore: affrontarlo precocemente aiuta infatti a ridurre il rischio di peggioramento e a migliorare la qualità della vita.
Come si può intervenire
La buona notizia è che i disordini temporomandibolari nei pazienti con sclerosi multipla possono essere gestiti in modo efficace, con approcci personalizzati e poco invasivi.
Il trattamento non è uguale per tutti, ma può comprendere:
- Bite dentali o placche gnatologiche su misura, per rilassare i muscoli e migliorare l’equilibrio articolare
- Fisioterapia e riabilitazione mandibolare, utili per ridurre la rigidità e recuperare i movimenti armonici
- Terapie antinfiammatorie o miorilassanti, prescritte quando necessario
- Esercizi di rilassamento e controllo dello stress, che spesso riducono notevolmente i sintomi.
Fondamentale è il lavoro di squadra tra odontoiatra, neurologo, fisioterapista e, quando serve, psicologo: solo un approccio integrato può tenere conto della complessità della sclerosi multipla e del suo impatto sul corpo e sulla mente.
Conclusioni
Affrontare la sclerosi multipla è una sfida quotidiana ma riconoscere e gestire anche i piccoli segnali del corpo, come il dolore o la tensione alla mandibola, può fare davvero una grande differenza.
Spesso, intervenendo con semplici accorgimenti, il dolore si riduce, la funzione migliora e la qualità della vita aumenta.
È importante ricordare che ogni sintomo merita ascolto. Anche un fastidio mandibolare può essere un modo con cui il corpo chiede attenzione e cura.
Parlarne con il proprio medico o con uno specialista in gnatologia permette di trovare soluzioni personalizzate e, soprattutto, di non convivere inutilmente con il dolore.
E come dimostra la ricerca pubblicata sulla rivista Cranio (Minervini G. et al., 2025), comprendere il legame tra sclerosi multipla e disturbi temporo-mandibolari apre la strada a una medicina più attenta, empatica e multidisciplinare, in cui ogni paziente viene accolto nella sua interezza.
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