Hai mai percepito un ronzio fastidioso, un fischio o un rumore continuo nelle orecchie, anche quando intorno a te non c’è alcun suono? Questo fenomeno si chiama acufene ed è più comune di quanto immagini.
Spesso si pensa che sia legato esclusivamente a problemi dell’udito o malattie neurologiche ma non è sempre così.
Secondo uno studio condotto da Giuseppe Attanasio e colleghi, pubblicato nel 2015 sulla rivista scientifica Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, l’acufene può essere infatti strettamente legato ai disordini temporomandibolari, ovvero quei problemi che riguardano la mandibola e l’articolazione temporomandibolare (ATM).
Questa connessione, spesso sottovalutata, è molto importante perché intervenendo sulla mandibola, è possibile alleviare o addirittura eliminare l’acufene.
Vediamo insieme come!
Cos’è l’acufene
L’acufene è quel rumore fastidioso che senti nelle orecchie anche se intorno a te c’è assoluto silenzio. È descritto spesso come un fischio, un ronzio o un fruscio e per alcune persone può diventare davvero insopportabile, compromettendo il sonno, la concentrazione e la qualità della vita.
Questo suono non proviene dall’ambiente esterno ma nasce direttamente all’interno dell’orecchio o del cervello (secondo lo studio di Attanasio et al., Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015).
Se soffri di questo problema, capirai bene di cosa parliamo e quanto possa diventare stressante conviverci ogni giorno.
Scendiamo nei dettagli.
Cos’è l’articolazione temporomandibolare
L’articolazione temporomandibolare, spesso abbreviata con ATM, è quella piccola articolazione che collega la mandibola al cranio. Forse non ci hai mai pensato ma la usi continuamente: quando mangi, parli, sorridi o sbadigli.
È posizionata proprio davanti alle orecchie ed è una delle articolazioni più complesse del nostro corpo perché si muove in tante direzioni diverse e coinvolge numerosi muscoli del viso e del collo (sempre secondo lo studio di Attanasio et al., Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015).
Quando funziona bene, non ci accorgiamo nemmeno della sua presenza, ma quando qualcosa non va, possono comparire disturbi molto fastidiosi.
Proseguiamo.
Perché l’articolazione temporomandibolare può causare acufene
Immagino che adesso ti starai chiedendo: “Ma cosa c’entra una piccola articolazione vicino alle orecchie con l’acufene?” La risposta è che esiste un collegamento diretto tra l’articolazione temporomandibolare e il sistema uditivo.
Secondo lo studio condotto da Attanasio e colleghi (Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015), questa connessione è data principalmente dalla vicinanza anatomica e dalla presenza di nervi e muscoli che collegano direttamente l’articolazione temporomandiboalre all’orecchio interno.
In pratica, quando l’articolazione temporomandibolare non funziona bene, può provocare una tensione o irritazione dei muscoli e nervi circostanti. E questa irritazione può facilmente trasmettersi all’orecchio, causando appunto quel fastidioso ronzio o fischio che percepiamo come acufene.
Lo studio che dimostra il legame tra acufene e articolazione temporomandibolare
Una conferma scientifica della connessione tra acufene e problemi dell’articolazione temporomandibolare arriva proprio dallo studio condotto da Attanasio e colleghi (Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015).
In questa ricerca, sono stati valutati 55 pazienti con acufene cronico senza alcuna perdita uditiva. I pazienti hanno poi ricevuto un trattamento specifico per la disfunzione dell’articolazione temporomandibolare attraverso l’uso di un bite personalizzato.
Alla fine dello studio, è emerso un risultato molto importante: i pazienti trattati hanno riportato un miglioramento significativo dei sintomi dell’acufene, misurato tramite questionari specifici come il Tinnitus Handicap Inventory (THI) e la scala visiva analogica del dolore (VAS).
Questo risultato dimostra quindi chiaramente che trattando la disfunzione mandibolare, si può ridurre notevolmente anche l’acufene.
I sintomi del disordine temporomandibolare
Capire se soffri di un disturbo temporomandibolare non è sempre facile, perché i sintomi possono essere diversi e variare molto da persona a persona.
Secondo lo studio di Attanasio e colleghi (Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015), alcuni segnali comuni includono:
- Rumori articolari, come scrosci o click quando apri e chiudi la bocca
- Difficoltà o limitazione nei movimenti della mandibola, che a volte può bloccarsi
- Fastidio o dolore alla mandibola, specialmente quando mastichi o parli
- Mal di testa ricorrenti, spesso nella zona temporale o frontale
- Dolore muscolare al viso, collo e spalle, spesso causato da tensioni muscolari
- Bruxismo, ovvero il digrignamento o serramento dei denti, spesso notturno
- Acufene, quel fastidioso ronzio o fischio nelle orecchie che abbiamo appena descritto.
Se ti riconosci in uno o più di questi sintomi, prenota una visita: una diagnosi tempestiva è molto importante!
Come viene fatta la diagnosi
Se sospetti di soffrire di una disfunzione temporomandibolare che potrebbe causarti acufene, è importante consultare un odontoiatra esperto in gnatologia e dolore orofacciale che possa valutare attentamente la tua situazione.
Secondo lo studio di Attanasio e colleghi (Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015), la diagnosi si basa principalmente su una visita clinica dettagliata, che include:
- Esame della mandibola e dei movimenti articolari, osservando eventuali click, blocchi o difficoltà di apertura della bocca
- Valutazione muscolare, tramite palpazione, per individuare zone dolorose o contratture
- Analisi della tua occlusione dentale, cioè del modo in cui i denti si incontrano, per rilevare squilibri che possono sovraccaricare l’articolazione
- Esami strumentali, come radiografie, risonanza magnetica (RMN) o tomografia computerizzata (TC), se necessario per chiarire eventuali dubbi diagnostici.
Una diagnosi accurata è il primo passo per impostare un trattamento efficace e risolvere sia la disfunzione della mandibola che l’acufene correlato. Non temere di fare domande al professionista e raccontare dettagliatamente i tuoi sintomi.
I migliori trattamenti per la disfunzione dell’articolazione temporomandibolare per alleviare l’acufene
La buona notizia è che esistono diversi trattamenti efficaci per risolvere o ridurre significativamente l’acufene legato alla disfunzione temporomandibolare.
Secondo lo studio di Attanasio e colleghi (Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015), il trattamento che ha mostrato i migliori risultati è l’utilizzo di un bite occlusale personalizzato, che aiuta a rilassare i muscoli della mandibola e ridurre la pressione sull’articolazione temporomandibolare.
Questo tipo di bite, solitamente indossato durante la notte, ha permesso ai pazienti dello studio di ridurre drasticamente sia l’intensità dell’acufene che l’impatto di questo disturbo sulla loro vita quotidiana.
Oltre al bite, possono essere efficaci anche:
- La fisioterapia, con esercizi mirati a rilassare i muscoli mandibolari e cervicali
- Le tecniche di rilassamento per ridurre stress e tensione muscolare
- Correzione delle abitudini posturali scorrette per evitare sovraccarichi sulla mandibola.
Il trattamento è sempre personalizzato e, grazie a un approccio multidisciplinare, è possibile migliorare notevolmente la qualità della tua vita. Non perdere tempo e parlane subito con un odontoiatra esperto in gnatologia e dolore orofacciale.
Conclusioni
Come hai visto, l’acufene non è sempre legato esclusivamente a problemi di udito o malattie neurologiche.
Secondo lo studio di Attanasio e colleghi (Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015), infatti, una significativa percentuale di pazienti ha trovato beneficio dal trattamento dei disordini dell’articolazione temporomandibolare, ottenendo così una netta riduzione dei sintomi.
Non sottovalutare quindi la salute della tua mandibola, perché un problema che sembra locale può avere ripercussioni importanti sulla qualità della tua vita. Se soffri di acufene e sospetti un coinvolgimento della mandibola, rivolgiti senza esitazione a un professionista esperto in disfunzioni temporomandibolari: potrebbe essere la soluzione che stavi cercando.
Ricorda: prendersi cura di sé parte sempre da piccoli passi. Iniziare oggi significa stare meglio domani!
Fonti
Tinnitus in patients with temporo-mandibular joint disorder: Proposal for a new treatment protocol (Attanasio et al., Journal of Cranio-Maxillo-Facial Surgery, 2015).


