Ti è mai capitato di sentire un dolore alla mandibola o un “click” quando apri la bocca e di chiederti se possa dipendere dall’apparecchio che hai portato in passato? Oppure magari ti è stato detto che mettere l’apparecchio ti “salverà” da futuri problemi all’articolazione della mandibola?
Questa idea – cioè che i disordini temporomandibolari (DTM) siano causati o evitabili grazie all’ortodonzia – è ancora molto diffusa.
Ma oggi, dopo trent’anni di studi scientifici, abbiamo finalmente delle risposte chiare.
Cosa ci dicono gli studi scientifici più recenti?
Uno studio molto importante, pubblicato nel 2022 sull’American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics da un gruppo di esperti internazionali (Kandasamy, Rinchuse, Greene e Johnston), ha analizzato trent’anni di ricerche sul tema.
L’obiettivo? Capire se davvero ci sia davvero una relazione tra apparecchi ortodontici e dolori alla mandibola.
Il risultato è stato chiaro: l’ortodonzia non causa i disordini temporomandibolari. E nemmeno li previene.
In parole semplici: se hai dolore all’articolazione della mandibola non è detto che sia “colpa dell’apparecchio”. E allo stesso tempo, mettere un apparecchio non garantisce che non avrai mai problemi mandibolari in futuro.
Allora da cosa dipendono questi dolori alla mandibola?
I dolori alla mandibola, i click articolari, il bruxismo notturno, il mal di testa, gli acufeni o anche la sensazione di tensione alla cervicale, sono tutti sintomi che possono rientrare nei cosiddetti disordini temporomandibolari (DTM).
Ma – e qui viene il punto chiave – non dipendono solo dai denti o dall’occlusione. Lo studio che abbiamo citato (Kandasamy et al., 2022) sottolinea infatti che i disordini temporomandibolari hanno una causa multifattoriale.
Ma cosa significa? Vuol dire che possono essere legati a:
- stress e tensione emotiva
- ansia o disturbi del sonno
- abitudini come stringere o digrignare i denti (bruxismo)
- predisposizione genetica o ormonale
- sensibilità aumentata al dolore, come succede ad esempio nella fibromialgia
Insomma, il nostro corpo è un sistema complesso e spesso la mandibola è solo una delle zone dove si manifesta un disagio più ampio.
Perché si pensava che l’apparecchio potesse causare o curare i disordini tempromandibolari?
Per molti anni si è creduto che una “cattiva occlusione” – cioè un combaciamento imperfetto dei denti – potesse essere la causa principale dei disturbi alla mandibola.
E da qui è nata l’idea che sistemando i denti con l’ortodonzia si potesse prevenire o addirittura curare i disturbi temporomandibolari.
Questa teoria ha portato a trattamenti anche molto invasivi, con estrazioni, modifiche della posizione della mandibola o uso di apparecchi basati su misurazioni molto complesse.
Ma oggi sappiamo che queste strategie non solo non funzionano ma possono anche peggiorare la situazione se non sono necessarie.
Lo studio pubblicato su American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics spiega proprio questo: “Tecniche gnatologiche tradizionali basate sull’occlusione sono superate. I DTM vanno affrontati in modo più completo e personalizzato.”
Cosa significa affrontare i disturbi temporomandibolari in modo più completo e personalizzato?
Significa guardare il paziente nella sua globalità, non solo in bocca.
Un bravo professionista oggi non si limita a osservare come chiudono i denti ma indaga anche:
- lo stato di tensione muscolare
- la qualità del sonno
- eventuali episodi di bruxismo
- la postura
- l’aspetto emotivo e psicologico legato al dolore.
Nel mio studio, ad esempio, abbiamo creato lo Screening Capocchi®, una prima visita (secondo i criteri internazionali DC/TMD) pensata proprio per i pazienti con dolori mandibolari, cefalee, acufeni o cervicalgie.
Valutiamo insieme se l’articolazione temporomandibolare è coinvolta, e se necessario utilizziamo strumenti come l’elettromiografia (EMG) per capire meglio il funzionamento dei muscoli masticatori.
Ogni paziente, infatti, è un caso a sé e per questo non esiste una soluzione uguale per tutti.
In conclusione: non serve avere paura dell’ortodonzia ma nemmeno farne una cura universale
Conclusioni
Se stai pensando di mettere l’apparecchio oppure l’hai portato in passato, puoi stare tranquillo: l’ortodonzia non provoca disturbi alla mandibola ma nemmeno li risolve da sola.
E come abbiamo visto, lo conferma uno degli studi più completi degli ultimi anni che ha esaminato 30 anni di ricerca scientifica (American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics).
Il consiglio è sempre lo stesso: ascolta il tuo corpo.
Se hai dolori, rumori articolari, mal di testa frequenti o fastidi alla mandibola, non ignorarli e non cercare soluzioni fai-da-te. Il benessere si raggiunge solo con una diagnosi attenta e un piano di cura personalizzato.
Rivolgiti a un professionista con una formazione avanzata in Gnatologia e Dolore Orofacciale, capace di valutare il tuo caso nella sua interezza oppure prenota subito un appuntamento al nostro studio.


